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h 17:00 Inaugurazione mostra

I MUST HAVE BEEN BLIND – SIMONE D’ANGELO

A cura di Sandro Bini e Giulia Sgherri - Deaphoto

Terza esposizione di un primo ciclo di tre mostre fotografiche personali a cura di Sandro Bini e Giulia Sgherri organizzate da Deaphoto in collaborazione con il Caffè Letterario.
Con I must have been blind Simone D’Angelo, come un novello Stalker (il protagonista dell’omonimo film di Andrej Tarkovskij), ci guida nella sua Zona, la Valle del Sacco, poco più a sud di Roma, da anni gravemente inquinata dallo sviluppo industriale. L’avventura, iniziata nel tentativo di raccontare le responsabilità politiche e civili che hanno reso possibile questo e altri disastri ecologici nel nostro Paese, diventa soprattutto un percorso di riappropriazione di un paesaggio familiare. Come il Saramago di Cecità, D’Angelo si interroga sulle fonti dell’indifferenza e dell’abbandono, ma come l’amante afflitto della canzone di Tim Buckley (da cui mutua sapientemente il titolo per questa raccolta), egli si domanda se sia possibile un eventuale recupero. Per questo motivo, questo progetto documentario, che filtra la realtà con uno sguardo fortemente coinvolto perché umanamente “innamorato”, è decisamente “politico”: non solo perché denuncia un problema ambientale, ma perché si fa autentico promotore di un futuro ecologicamente sostenibile. Queste fotografie dai colori cupi, in grado di farci commuovere con la loro tragica e desolante bellezza, ci mostrano una ferita, che è sia interna che esterna, e ci invitano a riaprire gli occhi e a immaginare, come per i personaggi di Tarkovksij, una possibile rinascita.

Simone D’Angelo è nato ad Anagni nel 1978. Art director e fotografo documentarista, ha studiato allo IED di Roma. Nel 2014 ha frequentato un master di fotografia documentaria con Massimo Mastrorillo in collaborazione tra LUZ Academy e 001. Con il progetto I Must Have Been Blind, premiato al Leica Talent nel 2014, ha esposto al festival di Fotoleggendo nel 2015 e al festival Riaperture di Ferrara nel 2017.

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