novembre 2014
OTTOBRE 2014
SETTEMBRE 2014
LUGLIO
giugno
MAGGIO
APRILE
MARZO 2014
FEBBRAIO 2014
GENNAIO 2014
DICEMBRE 2013
NOVEMBRE 2013
OTTOBRE 2013
SETTEMBRE 2013
Agosto 2013
Luglio 2013
Giugno 2013
Maggio 2013
Aprile 2013
Marzo 2013
Febbraio 2013
Gennaio 2013
Dicembre 2012
novembre 2012
ottobre 2012
settembre 2012
agosto 2012
luglio 2012
giugno 2012
MAGGIO 2012
APRILE 2012
MARZO 2012
FEBBRAIO 2012
GENNAIO 2012
DICEMBRE 2011
NOVEMBRE 2011

h 21:00 Proiezione documentario

DIRITTI UMANI  E ACCESSO ALLE RISORSE
ECOSOCIAL FILM FESTIVAL – HUMAN (III)

Di Yann Arthus-Bertrand

Le storie intrecciate di persone comuni intervistate davanti alle telecamere di tutto il mondo. Questo lungometraggio di Yann Arthus-Bertrand fornisce un ritratto moderno del nostro pianeta.
Nel corso di due anni il regista Yann Arthus-Bertrand insieme alla sua troupe ha realizzato 2.020 interviste in 60 Paesi dando voce a chi spesso non ne ha.
Povertà, guerra, violenza privata, omofobia e innumerevoli altre condizioni umane vengono affrontate da coloro che accettano di mettere in comune il proprio pensiero e le proprie culture con interventi brevi ma tutti efficaci. A partire dal primo in cui il soggetto intervistato spiega come da un delitto efferato possa nascere una nuova consapevolezza sul significato dell’amore.
Le interviste sono suddivise in blocchi a cui fanno da separazione immagini di spazi in cui talvolta gli esseri umani sembrano perdersi e talaltra in cui se ne percepisce la fatica o la gioia collettive. Il pregio più evidente dell’operazione (che si è strutturata in molteplici possibilità di proposta anche dal punto di vista della durata in modo da ottenere la più vasta diffusione possibile offrendone copie gratuite per la proiezione) è quello di riuscire a ricordarci che gli esseri umani possono essere molto di più che ‘individui’. Basta considerarli come persone. È quanto Arthus-Bertrand sa fare. Come ci ricorda: “Sono un uomo fra sette miliardi di altri uomini. Negli ultimi 40 anni ho fotografato il nostro pianeta e la diversità umana, e ho l’impressione che l’umanità non stia facendo alcun progresso. Non sempre riusciamo a vivere insieme. Perché? Non ho cercato una risposta nelle statistiche o nelle analisi, ma nell’uomo stesso. Nei visi, negli sguardi e nelle parole trovo un potente mezzo per arrivare alle profondità dell’animo umano. Ad ogni incontro, ci si avvicina di un passo. Ogni storia è unica. Nell’esplorare le esperienze dell’Altro, ero in cerca di comprensione”.
Dinanzi alla domanda su che senso abbia la vita uno degli intervistati inizialmente si ritrae e poi trova una sintesi perfetta: “Far sì che il messaggio che ognuno di noi bambino porta in sé arrivi all’adulto che diverrà senza disperdersi”. È solo una delle innumerevoli occasioni di riflessione che il film offre.

Previous postUN TÈ CON I FOTOGRAFI: STEFANO VIGNI, EDITORIA FOTOGRAFICA INDIPENDENTE Next postMANCU LI CANI - Tommaso Randazzo