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CINEFORUM: PARLIAMO DI CINEMA E SPETTACOLO

Con la Vice Presidente del Senato Senatrice ROSA MARIA DI GIORGI, candidata per il Partito Democratico alla Camera al collegio uninominale Toscana 2 (Firenze – Scandicci) proponente e relatrice della Legge sul Cinema e della Legge sullo Spettacolo, provvedimenti che regolano tutto il comparto e che rilanciano e sviluppano gli interi settori.

h 19:00 Apericena
segue Discussione sul tema

I’ CINEMINO
A cura del Circolo PD 2 Santa Croce – Ciompi – Ciclo Irrealtà Probabili

h 21:15 Cineforum

STALKER

Un film di Andrei Tarkovskij. Con Anatoli Solonitsyn, Nikolaj Grinko, Aleksandr Kaydanovskiy, Alisa Frejndlikh, Natasha Abramova, Y. Kostin, R. Rendi, F. Yurma, Oleg Fyodorov – Fantascienza – URSS – Russia – Germania – 1979 – 161′

Le autorità hanno interdetto l’accesso ad un territorio dopo che al suo interno si sono verificati fatti inspiegabili. Nessuno conosce l’origine della “zona”: alcuni parlano di una catastrofe radioattiva, altri della caduta di un meteorite o della discesa di un’astronave, ma tra la gente corre voce che nella “zona” abbandonata sopravvive un edificio isolato, in una stanza del quale, per un fenomeno meraviglioso, i sogni e i desideri si trasformano in realtà. Eludendo la sorveglianza armata, qualcuno ha superato i confini proibiti ed è pronto a tornarvi per accompagnare, dietro ricompensa, chi voglia scoprirne i segreti. Una di queste guide, lo “Stalker”, si avventura assieme ad uno scienziato ed uno scrittore nella “zona” alla ricerca della verità. I tre uomini percorrono sentieri tortuosi e sfuggono a sconosciuti pericoli, fino a raggiungere la soglia della “stanza dei desideri”.
Lo “Stalker” è un uomo rozzo ma dall’animo semplice; lo scienziato è mosso dall’ansia di sapere; lo scrittore va in cerca della perduta ispirazione. I tre protagonisti sono uomini perdenti, battuti dalla vita, e le parole e le domande che si scambiano sembrano rincorrere speranze e tradire sconfitte. Il mondo nel quale si aggirano – il mondo della “zona” – è pervaso da un’atmosfera primordiale, selvaggia. La realtà di tutti i giorni – la realtà esterna dominata da un sistema impersonale – ha la tonalità anonima del bianco e nero. La “zona” ha il colore della contraddizione: ostile, liquida, inquietante, reca i velenosi segni della rovina della civiltà. La minaccia che incombe sui tre, i tre se la portano dentro ed imparano a conoscerla: alla fine del viaggio, essi sapranno di aver “ripreso” qualcosa della loro libertà negata. Il viaggio dei tre compagni è metafora di una conquista interiore che attraversa le regioni dell’incubo e dell’esaltazione: paura e desiderio di conoscere forzano e spingono verso il traguardo di una certezza universale, e pur non riuscendo a frantumare la prigione esistenziale dell’individuo, danno un significato nuovo al mistero quotidiano della vita. Ispirandosi liberamente al racconto dei fratelli Strugatskyi, Andrei Tarkovsky – regista meticoloso, perfezionista e raffinato – prosegue la sua pensosa e sofferta indagine filosofica sull’essere uomini. L’idea riscatta la fragilità, la fede la rigidità del dogma: come in Andrei Rublëv o in Solaris.

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