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I’ CINEMINO
A cura del Circolo PD 2 Santa Croce – Ciompi – Ciclo Guerra subita

h 21:15 Cineforum

L’ONDA

Di Dennis Gansel. Con musiche di Heiko Maile. Con Jennifer Ulrich, Jürgen Vogel, Christiane Paul, Karoline Teska, Jacob Matschenz, Cristina do Rego, Elyas M’Barek, Maximilian Vollmar, Max Mauff, Amelie Kiefer, Maxwell Ritcher, Teresa Harder, Thomas Sarbacher, Hurbert Mulzer, Alexander Held, Ferdinand Schmidt-Modrow,Tim Oliver Schultz, Frederick Lau, Max Riemelt – Germania  -  2008 – 102′

Il film è tratto dal romanzo di Todd Strasser, scritto con lo pseudonimo Morton Rhue, e a sua volta basato sull’esperienza scolastica documentata dall’insegnante statunitense Ron Jones, noto come  La Terza Onda (The Third Wave ), in cui vengono portati a conoscenza i risultati dell’esperimento da lui condotto nel 1967 in un liceo della California. Nel film, l’esperimento non è ambientato in California negli anni sessanta, bensì nella Germania di oggi, in un luogo di cui non si sa il nome, ma che rappresenta l’intera nazione. Il punto di partenza del film di Gansel è quello di studiare da vicino il nazismo (e i suoi meccanismi) e come ci si sente immuni ad esso: “Proprio questo è il pericolo più grande. È interessante osservare come si pensi sempre che cose del genere succedano agli altri e non a noi. Si incolpano gli altri, quelli meno istruiti o i tedeschi orientali. Ma nel Terzo Reich il portinaio era affascinato dal movimento nazista tanto quanto l’intellettuale”.

Rainer Wenger, un insegnante di una scuola superiore tedesca, si trova a dover affrontare il tema dell’autocrazia per dimostrare agli allievi come le masse possano essere facilmente manipolate con il rischio di creare nuovi totalitarismi. Gli studenti, inizialmente annoiati dall’argomento, non credono possibile che una nuova dittatura possa essere instaurata nella moderna Germania convinti che la gente abbia imparato dagli errori del passato.  La situazione creatasi, coinvolge la classe stessa e ha inizio con la scelta di un leader -  individuato nell’insegnante Wenger – e con l’imposizione di alcune regole basilari. Wenger, per far sì che la classe cominci a fare squadra, cambia la disposizione dei banchi, stravolgendo i gruppetti di amici e avvicinando gli studenti meno bravi a quelli più bravi, affinché si aiutino l’un l’altro. Sono inoltre individuate alcune “regole” … Gli studenti quando parlano dovranno alzarsi in piedi e dare risposte brevi e concise, indossare una sorta di divisa (camicia bianca e jeans), in modo tale da rimuovere le distinzioni individuali e di status sociale di appartenenza. Anche il saluto viene considerato un segno distintivo del gruppo.  Il passo successivo all’identificazione del gruppo, è quello di dargli un nome, scelto tra varie proposte degli studenti e selezionato tramite votazione. Viene scelto “L’onda” e viene ideato un apposito logo. Il saluto diventa quindi una la simulazione di un’onda, fatta con il braccio destro.  Solo due ragazze, Carol e Mona, non accettano questo sistema disciplinate, i codici condivisi, l’ottica di organismo gerarchico che si afferma tra gli studenti e abbandonano l’esperimento, contrariate da come la classe abbia abbracciato in modo acritico gli ideali dell’Onda. Gli studenti iniziano a diffondere, senza rispetto, nella città il logo dell’Onda, utilizzando adesivi e bombolette spray.  Promuovono feste in cui solo i membri del movimento sono autorizzati a partecipare, discriminando chi non ne fa parte. Si creano gregari passivi e subordinati, è l’esempio di Tim, ragazzo problematico e ossessivo…  La forza dell’Onda è sempre più dirompente e ben presto il progetto sembra sfuggire di mano al suo stesso ideatore, il quale non riesce a porvi fine prima che esso conduca a tragiche conseguenze e spiacevoli episodi di violenza. Wenger che ha un passato di fragilità, si sentirà estremamente coinvolto dal gruppo in quanto suo leader, rendendosi “cieco” a quello che il gruppo in realtà sta diventando.  La conclusione è violenta e drammatica. L’insegnante (Herr Wenger) è considerato responsabile dell’accaduto, tanto da essere arrestato dalla polizia. Il progetto di Rainer Wenger dura sei giorni, una settimana scolastica, suddivisione ricalcata dal film. Dal momento che lo stile narrativo non tiene il pubblico a distanza, lo spettatore partecipa agli eventi, presentati in modo lineare.

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