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h 18:30          Presentazione Libro & Show Case

VENTO DELL’ALTROVE. DEDICATO A DINO CAMPANA

 

Giacomo Panicucci | voce, chitarra, violino.

Gabriele Cavallini | voce, pianoforte/tastiera, chitarre, armonica, flauto.

Mario Manetti | batteria, percussioni, pad, xilofono, glockenspiel.

Elisa Pistolesi | basso.

 

Giacomo Panicucci è scrittore, chitarrista e violinista. Nelle sue canzoni cerca di far rivivere l’alchimia che intercorre tra musica e letteratura. Ha pubblicato il libro di poesie ‘’Suite di prose liriche’’ premiato nel 2010 come opera prima al XXIII° premio letterario Camaiore. Collabora con Gabriele Cavallini, cantautore e polistrumentista (chitarra, piano, flauto) nel gruppo da loro due fondato ‘’Il Vento dell’Altrove’’ a cui si sono aggiunti Mario Manetti, batterista e percussionista ‘’world music’’ di grande sensibilità e apertura e infine la bassista Elisa Pistolesi (insegnante di basso, teoria e solfeggio con molte esperienze di gruppo anche di tipo orchestrale che per anni ha studiato con il Maestro Stefano Cantini e attualmente frequenta un corso professionale a Genova con il Maestro Massimo Palermo).

 

Nell’estate 2016 Giacomo Panicucci e Gabriele Cavallini incidono un demo di 11 canzoni di cui 9 scritte (testo e musica) da Giacomo Panicucci, intitolato ”Il Vento dell’Altrove” a cui partecipa anche il fisarmonicista Emiliano Pasquinucci. I membri del Vento dell’Altrove si definiscono ‘’raccontatori di favole, oniriche visioni e cruda realtà / Contemplatori di paesaggi lirici dell’anima e del mondo; solitari navigatori sui flutti dei sogni.’’ Convinti che ‘’La poesia sia far musica con le parole e la musica sia far poesia con i suoni.’’

 

”Canzoni Orfiche” sarà il secondo lavoro in studio del Vento dell’Altrove, il primo in quartetto: un concept album di canzoni ispirate alla vita e alla poesia del grande poeta italiano Dino Campana (molte sue poesie sono state direttamente musicate senza alterare nessun verso). Si passa dalle più note composizioni di Campana come ”Vi amai nella città”, ”In un momento”, ”Batte Botte”, ”Il canto della Tenebra”, fino a opere tratte dal cosiddetto ”Quaderno” (contenente testi autografi di Dino Campana, ritrovato in un baule dal fratello del poeta, Manlio e pubblicato da Enrico Falqui nel 1942). Il lavoro di arrangiamento lirico-musicale è stato possibile grazie alla forte musicalità che anima tutta l’opera di Campana, il quale era ben consapevole che l’italiano è una tra le più musicali lingue del mondo. Non a caso nei suoi componimenti i riferimenti alla musica, alla melodia, all’armonia sono continui; anche nel titolo stesso dell’unica silloge da lui pubblicata, i ”Canti Orfici” si evoca e si celebra la figura del mitico cantore, il poeta-musicista Orfeo. Secondo alcune testimonianze, lo stesso Campana amava trasformare in suono la parola scritta dei suoi versi, ossia declamava i suoi versi, specialmente dalle alture dei monti intorno a Marradi, come il monte Filetto. Scopo del lavoro è stato quindi estrarre quell’atmosfera orfica che vibra sempre come scossa elettrica nelle poesie di Campana, di aprire squarci evocativi sul suo mondo poetico, cercando di intensificare i suoi sogni e le sue visioni, la sua esasperata sensibilità di Poeta orfico sempre proteso all’Altrove.

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