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L’ARTE IN MUTANDE

Di e con Riccardo Gattheschi

Nardini Editore

Presenta Ennio Bazzoni

Martedì 26 marzo, alle 18:00, Riccardo Gatteschi presenta il suo libro, “L’arte in Mutande”, un divertente aperçu sul mondo dell’arte rivolto ai giovani. Alle 21:00, Chiara Guarducci porta in scena i suoi “Monologhi”, con la voce di Laura Cioni e una presentazione di Teresa Megale.

 

“L’Arte in mutande” è un’opera di divulgazione che si rivolge soprattutto ai giovani, agli studenti, a chi coltiva qualche curiosità nel mondo delle arti visive. Si tratta di una raccolta di fatti poco conosciuti, piccole amenità, episodi strani o straordinari che hanno punteggiato il millenario cammino della creatività. L’autore è andato alla ricerca del perché di tanti soprannomi e ha cercato di sottolineare alcuni stratagemmi ingegnosi che hanno talvolta permesso di creare opere d’arte anche in mancanza del materiale adatto.

Si parla di artisti che hanno fatto della velocità di esecuzione il loro vanto, in contrapposizione con altri ai quali occorrevano lunghi tempi di meditazione prima di accingersi al lavoro. E ancora, si discute di artisti che hanno preferito come modello l’unico gratuito e sempre a disposizione – se stesso – ad altri che invece hanno cercato il soggetto dei propri ritratti nella sfera famigliare. E ancora, si parla del ruolo che hanno il falso e i falsari, e della funzione del critico insieme al suo spesso difficile rapporto con l’artista.

Si tratta insomma di una carrellata di episodi poco noti e di piccoli segreti che spesso stanno dietro e alla base della grande arte, e un modo agile di comprendere la vita e le opere di grandi artisti.

 

h 21:00          Reading teatrale

MONOLOGHI

di Chiara Guarducci, (edizioni Titivillus)

Presenta Teresa Megale

Sarà presente l’autrice

Interprete | Laura Cioni.

 

Il teatro di Chiara Guarducci si gioca fino in fondo il monologo, lo sviscera nei ritmi, nelle temperature, in un saliscendi di umori e prospettive, e quel che soprattutto spinge al massimo è il fuori maschera, il ring e la foresta di voci, mostrando tra poesia, crudeltà e grottesco, il varietà dei nostri teatri interni. Ad esporci alle nostre contraddizioni insanabili, un bestiario di personaggi molto diversi tra loro, ma tutti scomodi ed eccessivi, segnati dall’ossessione per l’altro, tra impeti di distruzione e attesa di salvezza.

Questo volume documenta gli esiti più recenti della ricerca drammaturgica di Chiara Guarducci, autrice da sempre impegnata, con sovrana assenza di giudizio morale, in un’esplorazione quasi etologica dell’essere umano. Le sei opere proposte declinano gli sdoppiamenti, i salti e le crisi di consistenza di un io ugualmente attraversato dall’innocenza e dallo sterminio. Fedele ai princìpi del grottesco, alle misure della poesia e a una felice connivenza tra ilarità e barbarie, Guarducci dà voce all’umanità di personaggi estremi che dialogano con le proprie parti oscure: ad ossessionarli è la passione per l’Altro (“Follie d’amore”, “Caramelle”), l’estasi del delitto (“Inverno”), la realtà alienata e psicotica dell’esistenza contemporanea (“Io sono”, “Il Condominio”). Chiudono il libro le confessioni nevrotiche de “I casi di Freud”, dove l’autrice stringe uno dei nodi centrali della propria poetica: la problematica questione della sopravvivenza adulta oltre il solco, continuamente rinnovato, di un’originaria perdita di sé.

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