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IL MIO MAGRITTE di JOE FIRE

dal 16 ottobre al 15 novembre

Per  il nuovo ciclo di mostre d’arte, Proposte, in collaborazione con Elda Torres, Giuseppe Firenze presenta le sue opere.
Presenta Marco Mangini, presidente del gruppo fotografico Giglio Rosso di Castelfiorentino
Cosa porta una persona ad affrontare un percorso lungo e tortuoso che non si sa dove conduce? L’amore per la grafica? La passione per la fotografia? O voglia di confrontarsi con le opere realizzate da un pittore maestro del surrealismo? Tutte queste cose con l’aggiunta dell’ammirazione verso quel genio, che ha fatto capire a Joe Fire che il mondo si può guardare diversamente da come si vede. Questo progetto è durato due anni. Guardando ora il risultato finale non sa se sia corretto chiamare foto queste composizioni, anche se la base di partenza è sempre fotografica. Come per i quadri di Magritte, sono molti gli elementi che si ripetono: la mela, il cielo, la natura, il mistero, l’assurdo, l’impossibile, le sproporzioni. Nella maggior parte dei casi ha tratto spunto dalle opere di Magritte, mentre, alcune composizioni sono originali. Molte le variazioni eseguite. A volte l’idea di partenza è diventata altro. A volte qualche composizione è risultata meglio dell’idea di partenza, qualche altra non ha prodotto il risultato sperato ed è rimasta nel cassetto. Qualche composizione, in maniera fortuita, è venuta fuori alla prima, per altre sono stati necessari diversi tentativi. In definitiva, è stato un lavoro a volte faticoso (qualche composizione ha richiesto un impegno di decine di ore), ma molto stimolante che ha fatto scaturire altre idee.

Giuseppe Firenze, in arte Joe Fire vive a Castelfiorentino dal 1979. Il primo incontro con la grafica avviene all’età di tre anni: un cavallo disegnato con il miele su una fetta di pane, ad opera del padre. La prima fotocamera se la regala con le valide delle figurine panini. Aveva circa dieci anni, la si caricava con rullini a cartuccia 126 – possiede ancora quell’oggetto. Curioso di quello che lo circonda è attratto dall’aspetto grafico della “cosa” che osserva, vede naturalmente le geometrie, ma soprattutto, le geometrie insolite: asimmetrie e vuoti. Ama le sgrammaticature. Diplomato all”I.T. per Geometri di Empoli. Non ha mai seguito corsi propedeutici alla fotografia. Studia autonomamente storia dell’arte e i manuali di fotografia. Il percorso formativo viene ulteriormente illuminato dalle scritture di Stefano Benni e di Andrea Camilleri e dalle “orrendamente belle” immagini di Boris Mikhailov. Dalla fine degli anni ’80 fino alla metà degli anni ’90 ha dedicato corpo, tempo e spirito alla musica. Nel 1995 entra a fare parte del Gruppo Fotografico Giglio Rosso di Castelfiorentino, dove apporta il suo contributo a diversi lavori collettivi (mostre e pubblicazioni). Siccome scrive come fotografa e fotografa come scrive, in questi ultimi anni ha indirizzato i suoi lavori verso la ricerca della via fuori dal luogo comune. Nel marzo 2014 pubblica una raccolta di poesie (ripubblicata come ebook nel maggio 2015) e una raccolta di racconti brevi (ebook) pubblicato nel maggio 2015.

inaugurazione 21 ottobre

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